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I DSA - disturbi specifici dell'apprendimento

Pubblicato il 13 febbraio 2018 alle 07.25

I DSA (disturbi specifici dell’apprendimento): cosa sono?

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono un insieme eterogeneo di sindromi con alcuni elementi di sovrapposizione (Cornoldi C., 1991, I Disturbi dell’Apprendimento. Bologna: Il Mulino).

Diffusione dei DSA

Ad oggi si stima che tra la terza e la quinta classe primaria e la terza classe della secondaria di primo grado, il valore medio della prevalenza dei DSA vari dal 3 al 4%. Questo range può dipendere dell’età in cui viene effettuata la diagnosi e dal tipo di strumenti utilizzati per la diagnosi. (Consensus Conference promossa dall’AID, 2007)

Disturbi a-specifici Considerando la carriera scolastica di moltissimi studenti ci si accorge che oltre ai DSA ci sono altre problematiche più spesso legate al contesto familiare, al contesto scolastico o alla motivazione dello studente stesso (anche definiti disturbi non specifici dell'apprendimento). Si riferiscono a una disabilità ad acquisire nuove conoscenze e competenze non limitata a uno o più settori specifici delle competenze scolastiche, ma estesa a più settori. Queste problematiche coinvolgono circa il 20% degli studenti italiani (uno studente su cinque) (Cornoldi C., 1991).

Disturbi Specifici dell'Apprendimento: diagnosi

I Disturbi dell’Apprendimento vengono diagnosticati quando i risultati ottenuti dal soggetto in test standardizzati, somministrati individualmente, su lettura, calcolo, o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione, e al livello di intelligenza. Queste difficoltà di apprendimento interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo, o di scrittura (DSM-IV, APA, 1995).

I DSA sono altamente associati tra loro: spesso alle difficoltà di lettura si accompagnano anche problemi ortografici, di grafia e di calcolo. I DSA riguardano bambini con un'intelligenza nella norma, che non hanno problemi sensoriali (vista, udito) e neurologici e che hanno avuto adeguate possibilità di familiarizzare con la lingua scritta.

Criteri che caratterizzano i DSA

La principale caratteristica per una definizione dei DSA è quella della specificità: il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

Possiamo quindi dedurre che il criterio principale necessario per stabilire la diagnosi di DSA è quello della discrepanza tra abilità nel dominio specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per l’età e/o la classe frequentata) e l’intelligenza generale (adeguata per l’età cronologica).

Pertanto, ne derivano la necessità di usare test standardizzati (per misurare l’intelligenza generale e l’abilità specifica) e la necessità di escludere la presenza di altre condizioni che potrebbero influenzare i risultati di questi test (menomazioni sensoriali/neurologiche, inadeguata istruzione scolastica, situazioni ambientali di svantaggio, disturbi significativi della sfera emotiva).

Citeri utili per la definizione dei DSA:

- il carattere “evolutivo”;

- la quasi costante associazione ad altri disturbi (comorbilità;);

- la diversa espressività del disturbo nelle diverse fasi evolutive;

- il carattere neurobiologico delle anomalie processuali che caratterizzano i DSA;

- il disturbo specifico deve comportare una compromissione significativa e negativa per l’adattamento scolastico e/o per le attività della vita quotidiana.

La pratica clinica evidenzia un’alta presenza di comorbilità sia fra i disturbi specifici dell’apprendimento sia con altre condizioni cliniche quali disprassie, disturbi del comportamento e dell’umore, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), disturbi d’ansia, ecc.

In sintesi i DSA:

- si manifestano in soggetti normodotati (intellettivamente);

- sono di origine costituzionale (neurobiologica);

- difficilmente pronosticabili prima dell’età scolare;

- accompagnano il soggetto nel corso del suo sviluppo;

- spesso accompagnati da manifestazioni psicologiche e relazionali disturbate;

- sono spesso associati a disturbi dell’attenzione e dell’iperattività;

- tendono a persistere nel tempo;

- possono migliorare molto lentamente e non sempre portano a una risoluzione del disturbo.

I soggetti con un DSA quando leggono, scrivono e calcolano devono fare ricorso a molte risorse attentive perché per loro questi compiti richiedono un impegno cognitivo ingente. Sono quindi bambini lenti che commettono molti errori e si affaticano facilmente. Poter leggere, scrivere e lavorare con i numeri per questi bambini richiede il massimo impegno di tutte le capacità ed energie.

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